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Digitalizzazione in Italia: questi i numeri delle aziende italiane

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L’81% delle aziende italiane investe nella trasformazione digitale il 10% del fatturato totale: lo rivela uno studio recente

Le aziende cambiano con l’avanzare della tecnologia. La realtà attuale vede un progressivo aumento del numero di aziende digitali: big data, machine automation, digital marketing e, in ultimo, intelligenza artificiale stanno modificando la natura delle imprese, sia dei big player che delle aziende di nicchia.

La digitalizzazione offre opportunità un tempo impensabili sia per quanto riguarda il perfezionamento dei meccanismi aziendali sia nell’elaborazione delle strategie di marketing, e in questo senso l’articolo di blog di Central Marketing Intelligence, azienda attiva da anni nel settore, aiuta a comprendere cos’è lo studio del mercato di riferimento e in quale misura gli strumenti digitali aiutano a eseguire questo tipo di analisi.

La digitalizzazione riguarda anche l’Italia: il fenomeno sta rivoluzionando il modo in cui le imprese operano e competono sul mercato, sia a livello nazionale che internazionale.

Scopriamo cosa dicono i dati a proposito della digitalizzazione nel nostro paese.


Trasformazione digitale in Italia: i numeri

Secondo la ricerca Innovazione e nuovi modelli organizzativi: obiettivi e sfide per i CFO, a cura di The European House – Ambrosetti e Workday, i cui dati sono stati riportati da Quotidiano Nazionale, le imprese italiane sono consapevoli dell’importanza della digitalizzazione, ma non abbastanza.

Ben l’81% delle aziende investe parte del budget alla digitalizzazione: il problema è che non va oltre il 10% del fatturato complessivo. Più nel dettaglio:

  • il 16% delle aziende investe meno dell’1% rispetto al proprio fatturato
  • il 65% tra l’1 e il 10%
  • l’11% tra il 10 e il 20%
  • l’8% oltre il 20%
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Per dirla in soldoni, il 59% delle aziende intervistate nell’ultimo triennioha investito nella digitalizzazione meno di un milione di euro.

Insomma, i numeri, pur evidenziando la consapevolezza della necessità di adottare modelli e strumenti digitali, ci dicono che gli investimenti sono ancora bassi.

“La digitalizzazione rappresenta un insieme di cambiamenti tecnologici, organizzativi, sociali e manageriali che sta pervadendo tutti gli aspetti della vita sociale” ha detto, in sintesi, Corrado Panzeri, partner di The European House Ambrosetti e responsabile dell’Innovation and Technology Hub, aggiungendo che “la digitalizzazione richiede un’evoluzione in parallelo delle tecnologie, dei modelli organizzativi e del capitale umano”.

Da un lato, dunque, si devono sposare le innovazioni tech, ma dall’altra serve un cambiamento dei modelli e delle strutture organizzative delle aziende, formando dipendenti e collaboratori in tal senso.

I vantaggi della digitalizzazione aziendale

In primis, la digitalizzazione permette di automatizzare parte dei processi aziendali, in particolar modo le attività ripetitive, a basso valore aggiunto. Ciò si traduce in una maggiore efficienza: l’ottimizzazione delle risorse e la riduzione degli errori umani non solo permettono alle persone di concentrarsi su attività ad alto valore aggiunto, ma diminuiscono i costi e abbattono gli sprechi.

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La digitalizzazione permette inoltre di raccogliere e analizzare dati in tempo reale. I big data aiutano a prendere decisioni più efficaci: per esempio, è possibile identificare tendenze di mercato, capire con precisione il comportamento delle persone, adattarsi ai cambiamenti con rapidità.

Inoltre, si abbassano i costi delle infrastrutture: il cloud computing non solo garantisce un buon livello di sicurezza, se accompagnato da sistemi di protezione adeguati, ma aumenta flessibilità e produttività, permettendo alle aziende di scalare rapidamente o ridurre le risorse in base alle esigenze. Il concetto di smart sta proprio qui: nell’essere aziende “agili”, capaci di adattarsi alle mutate esigenze in tempi ristretti.

A questo aggiungiamo la possibilità di offrire un’esperienza clienti più efficiente: per esempio, i servizi clienti basati su chatbot e l’uso di dati per personalizzare l’interazione con i clienti sono solo alcuni esempi di come la digitalizzazione possa migliorare l’engagement, uno dei parametri più importanti da prendere in considerazione.


Infine, la digitalizzazione dà alle aziende maggiori opportunità di espandere la propria presenza su nuovi mercati: social ed e-commerce permettono di raggiungere clienti in tutto il mondo, aprendo nuove opportunità di crescita, senza dimenticare la possibilità di collaborare con imprese multinazionali e di instaurare partnership strategiche.

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In conclusione

Gli investimenti nella digitalizzazione, in Italia, sono ancora un po’ troppo limitati. Lo dice una recente ricerca, Innovazione e nuovi modelli organizzativi: obiettivi e sfide per i CFO: l’81% circa delle aziende investe non oltre il 10%.

Eppure, la digitalizzazione delle aziende offre una serie di vantaggi e opportunità che, nel mondo globalizzato e tecnologicamente avanzato di oggi, non possono essere ignorati: maggiore efficienza operativa, crescita delle opportunità di mercato, riduzione degli sprechi e dei costi. Le imprese italiane dovrebbero sposare in toto la trasformazione digitale e sfruttarla per il proprio vantaggio competitivo, soprattutto a livello globale, avendo noi italiani una caratteristica che non tutti possiedono: creatività e artigianalità.