La sigaretta elettronica danneggia la salute? Parola agli esperti

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Resta una questione aperta, quella relativa alla sigaretta elettronica. Dalla sua introduzione sul mercato, essa ha visto alti e bassi, attaccata prevalentemente dalla stampa americana e particolarmente sostenuta dagli studi europei.

Ma qual è la verità sui benefici della sigaretta elettronica? La grande varietà liquidi cremosi su Terpy o altri shop online risulta essere dannosa o meno per la salute?

Gli studi americani: approcci e risultati diversi

Dalla diffusione della sigaretta elettronica, nei primi anni del nuovo millennio, l’opinione accademica americana si è sempre rapportata al problema in maniera molto controversa.

Gli istituti di ricerca hanno affrontato la questione da aspetti diversi e giungendo a conclusioni decisamente troppo distanti l’una dalle altre per poter proporre una soluzione unitaria al problema. La domanda circa i potenziali nocivi della sigaretta elettronica, dunque, non ha avuto una risposta univoca tra la comunità scientifica.

Nel frattempo la e-Cig, come la chiamano oltreoceano, si è ampiamente diffusa, specialmente tra la popolazione giovane. La mancanza di una voce autorevole che potesse proporre una soluzione alla questione sollevata ha fatto sì che il fenomeno perdesse quella che era il suo intento originario.

La sigaretta elettronica nasce come dispositivo che aiuta a smettere di fumare e che si sostituisce ai precedenti rimedi, come cerotti e pasticche alla nicotina.

Uno studio realizzato da Bullen C., Howe C., Laugesen M. e altri collaboratori mise in evidenza come il 7,3% di coloro che, in America, faceva ricorso alla sigaretta elettronica riusciva con successo a smettere di fumare.

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Una percentuale di gran lunga maggiore a quella riscontrata negli altri rimedi e che viene ulteriormente rinvigorita dal fatto che anche chi non riusciva a sottrarsi alla dipendenza da nicotina comunque la assumeva attraverso vapori e non fumi da combustione. Un’assunzione oltre 20 volte meno dannosa delle sigarette normali, dunque.

Il miglioramento sul sistema respiratorio era più che sensibile: la salute polmonare, infatti, era aumentata dal 25 al 75%.

Uno studio controverso: Paul Jensen e il New England Journal of Medicine

La battuta d’arresto a questo risultato incoraggiante ottenuto dagli studi di Bullen fu assestata da Paul Jensen e dal suo studio pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Lo studio affermava che la sigaretta elettronica contenesse un’elevata concentrazione di formaldeide, una delle tante sostanze cancerogene della sigaretta. Secondo questo studio, dunque, la sigaretta elettronica non solo non risultava meno dannosa della normale sigaretta, ma aumentava i rischi per la salute.

Una battuta d’arresto rilevante in quanto lo studio di Paul Jensen fu ampiamente citato per combattere la diffusione della sigaretta elettronica in America.

Come spesso accade, interessi politici e economici presero il sopravvento sugli studi scientifici. Tra rivalità economiche con la Cina (all’epoca maggior produttore di sigarette elettroniche) e interessi delle major del tabacco, fino al 2015 la situazione rimase estremamente confusa.

Questo fino alla risposta di Robert Cranfield.

La smentita: Rober Cranfield e la misurazione empirica

Paul Jensen fu finalmente smentito dallo studio di Robert Cranfield. Il dottore, motivato dagli studi degli esperti Konstantinos Farsalinos e Michael Siegel, eseguì uno studio dettagliato sulle concentrazioni di formaldeide contenute nella sigaretta elettronica.

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La sua misurazione, trasmessa poi in diretta globale su YouTube, attestava che i livelli di formaldeide sprigionati dalla sigaretta elettronica erano ben 62 volte inferiori a quelle di una sigaretta (0,045ppm contro i 2,8 di una sigaretta) e ben 111 volte inferiori a quelli rilasciati da un sigaro.

Lo studio di Jensen, afferma Cranfield, è stato eseguito in condizioni assolutamente irrealistiche, di “svapata a secco”, impossibili con una sigaretta elettronica.

Gli studi in Italia: Fabio Beatrice del Centro antifumo di Torino

Se in America continua a presentarsi una situazione confusa, i risultati di Cranfield sono stati ampiamente accettati, invece, in Italia e in Europa.

«La sigaretta elettronica azzera in maniera quasi completa i prodotti della combustione. Poi ci sono delle differenze a seconda della potenza utilizzata per svapare, ma di fatto vale la posizione del ministero della Gran Bretagna che fa di tutta l’erba un fascio e sostiene che l’ecig detossica del 95% rispetto al fumo.»

sono le parole di Fabio Beatrice, direttore del Centro Antifumo dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino.

La sigaretta elettronica permette dei benefici reali sulla salute dei fumatori, permettendo di abbattere il 95% dei rischi connessi all’assunzione di oltre 83 sostanze cancerogene contenute nel fumo di sigaretta.

I benefici sulla salute polmonare di un fumatore diverrebbero sensibili già dopo i primi mesi dal passaggio. I vapori della sigaretta elettronica permetterebbero di depurare i polmoni e di migliorare condizioni asmatiche connesse all’eccessivo consumo di sigarette.

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Dopo un periodo di insorgenza di muchi e catarro accumulati nei bronchi, infatti, la respirazione torna pressoché a livelli normali.

Un beneficio che non riguarda solo il singolo fumatore ma anche chi lo circonda: ricorrendo alla sigaretta elettronica, infatti, si riducono anche i danni connessi al cosiddetto fumo passivo.

La sigaretta elettronica: i benefici

Al di là delle opinioni che circolano in merito, dunque, la sigaretta elettronica possiede dei benefici oggettivi che non possono essere in alcun modo tenuti nascosti.

Sempre Fabio Beatrice, infatti, afferma: «La nicotina alza di 10 unità di mercurio la pressione, aumenta la produzione di acido cloridrico dello stomaco, ma non fa il danno vascolare. Ictus e infarto sono causati dalla trombosi prodotta dai derivati cancerogeni del catrame che alterano, attraverso una serie di meccanismi biochimici, l’endotelio della parete. Gli artefici del danno sono i derivati del catrame, il monossido di carbonio e gli irritanti: il prodotto della combustione».

Viene meno, dunque, anche l’ultimo dubbio al riguardo. Se la nicotina contenuta nella sigaretta elettronica è in concentrazioni tali da non rappresentare una minaccia grave per l’organismo, la sigaretta elettronica rappresenta l’unico metodo efficace per smettere di fumare senza traumatizzare l’organismo.

Lasciando inalterata la gestualità e l’abitudine, essa permette un passaggio indolore da un’assunzione mortale ad un’assunzione pressoché priva di rischi.

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